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26 Giu

L’unica regola sull’invecchiamento reale

Metodo di invecchiamento dei paesi latini può seguire la logica della mezcla o della Solera

La cosiddetta mezcla
Molti produttori di Ron latini usano per invecchiare il rum un sistema analogo a quello dell’aceto: una flor detta mezcla, molto vecchia da aggiungere al prodotto molto giovane, secondo il ben noto fenomeno dei liquidi che introducendo una piccola quantità in una grande quantità, quest’ultima viene modificata sensibilmente.
Una mezcla di 20 anni viene aggiunta in ridottissime percentuali nel rum giovane, talvolta il blanco, e il blend finale viene venduto come vecchio, come fosse stagionato realmente in botte.
Le numerazioni che questi prodotti presentano in etichetta sono le più disparate: dall’età della mezcla, all’età media, ad un’età puramente inventata, secondo il meccanismo logico per il quale Quando la regola da seguire ( mostrare l’età del più giovane ) è una , le regole che non sono quell’una, non dovrebbero nemmeno essere considerate regole. No?

Il metodo Solera
Il metodo Solera è una tradizione di invecchiamento che ha origine nella storia dello Sherry Jerez spagnolo. E che i paesi latini si permettono di riutilizzare per il Rum, perchè consente un rapido invecchiamento. Solera è blending e invecchiamento allo stesso tempo.
Il metodo Solera, come raffigurato qui sotto:

Partendo dall’ipotesi che inizio il processo oggi e vado a mettere io:
nelle botti della 3 criadera il distillato nuovo,
nelle botti della 2 criadera il distillato di 1anno,
della 3 criadera il distillato di 2anni,
e della Solera il distillato di 3anni,

il metodo consiste annualmente nel:
o Togliere una piccola percentuale dalla Solera ed imbottigliare il prodotto;
o colmare il vuoto lasciato con un tot dal piano superiore (1 criadera),
o colmare la 1 con il piano superiore ( 2 criadera),
o colmare la 2 con il piano superiore ( 3 criadera ),
o colmare il piano in alto con il distillato bianco appena uscito dall’alambicco
Dopo un anno si fa lo stesso, e tutti gli anni si fa lo stesso.

E’ evidente che:
o il Rum che avrò nella Solera sarà in continua evoluzione e dopo molti anni (diciamo dopo 35 anni) sarà una miscela equilibrata perfetta di rum dai 4 (minimo) ai 35 anni: si puà di re che ogni goccia avrà una sua età, alcune di 4, altre di 5, altre … fino a 35 anni, supponendo una goccia che non è mai uscita.
o Il minimo è 4 anni, per ovvi motivi, il massimo è infinito
o L’età del prodotto che ho nella Solera, che vado ad imbottigliare, vede un equilibrio in teoria perfetto tra le varie annate, e immutabile, se non dal tempo. In realtà basta giocare con gli scolmi e con la “forma” della piramide per modificare la proporzione ( sempre poca) del vecchio e la proporzione ( sempre molta ) del giovane
o Il metodo Solera è molto in voga perché questa esotica e oscura parola ispanica dice tutto e niente, ma è molto affascinante
o Il metodo è difficile da spiegare, è un metodo poco trasparente e permette di tutto, permette di scrivere anche qui qualsiasi numero in etichetta
o Alcune case dichiararono di scrivere il numero medio in etichetta (nel nostro caso intorno a 20 anni) , ma ha senso? Avrebbe senso nella teoria del metodo, ma nella realtà della pratica dei produttori è credibile scrivere un qualsivoglia numero seguito dalla parola Solera
o Zacapa (23 Solera), o MAtusalem (15 Solera) possono essere trasparenti?
o Matusalem, che ultimamente dice che di fronte alle accuse si giustifica dice che il suo è un “Solera starting” dice una cosa sensata?

Senza entrare nel filosofico, la realtà è ancora una volta che in tutte le cose una regola è sempre out/out, una regola o la segui o non la segui: le possibile varianti sono ulteriori regole da seguire o no una ad una.
Nel campo del Rum e dei distillati in genere, l’unica regola per scrivere un numero in etichetta è il minimo dell’invecchiamento, il più giovane componente del blend: tutto il resto è non seguire la regola, e quindi non credibile.

Nulla togliere alla qualità dei Rum invecchiati con metodo Solera, per carità! Ma per quel che riguarda l’età credo siano tutte un mucchio di panzane.

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