Archive for Ottobre, 2009

19 Ott

La Fabuleuse Aventure du Rhum - 2

Amici è arrivata l’ora di raccontarvi il secondo fatidico giorno in Martinica.

Dopo il grande feedback che abbiamo avuto all’uscita del primo, non vedevo l’ora di uploadare questa.

1 Giugno

Le Carbet, bel risveglio anche se l’hotel era un vero cesso, tempo bello, dopo le 3 distillerie di ieri, oggi è la giornata perfetta per scoprire le Depaz, Neisson, Bally, Trois Riviere, e andare poi verso il Sud!

Doooon!! DO grave! Gravissimo, arrivo a Depaz, da lontano un invitante impianto colorato e turistico, da vicino ..chiuso! Gravissimo perchè mi dicono che questo lunedì, in Martinica è festa nazionale, tutto chiuso!

Sconforto e disperazione, i prossimi 10,000 Lunedì sarò a 10,000 km da qui! E la mia degustazione sotto il Mont Pelèe del mitico Depaz VSOP? O magari della nuova edition Canne Blueu? Vabbè, Depaz è un impianto chiuso ormai, ma cosa sarà di me davanti alle altre distillerie di oggi? E’ forse “peccato.” la parola più giusta?

Mi frullano queste domande. Foto di rito e giro la Panda verso sud: monte alle spalle e a terra le palle.

La quarta tappa non è andata come doveva.

Riprendo il sorriso appena torno a Le Carbet, dove entro in un supermercatino qualsiasi e vedo lo scaffale dei liquori: avete presente che da noi ci sono 3 rum, due vodka, due whisky, 5 amari, una sambuca, un bailey’s, 2 limoncelli e varie ed eventuali? Qui ci sono “solo” una 50ina di rhum! Nient’altro! Ma una miriade di etichette di Blanc, Paille, giovani Elève sois Bois (18mesi), in confezioni da 5,35,70cl,1 litro, 2 litri, la fantastica megavescica in cartone e la dama da 5 litri!,quella che noi usiamo per il vino da combattimento! Piene di ogni marca di Rhum Blanc. In più, invecchiati pregiati, etichette mai viste e moltissimi aromatizzati a tutti i frutti tropicali possibili immaginabili, su base Rhum Dillon principalmente, ma non solo. Prezzi? Come da noi, e se più bassi, di moolto poco.

Insomma, un’altra Francia, altro che Auchan e Carrefour!

Le preghiere verso Neisson non mi vengono esaudite dal Dio del monte, anche qui è tutto chiuso. Provo a calare l’asso, conobbi a Torino al Salone del Gusto Monsieur Gregory Neisson: chiedo se è in casa, ma niente, è in Giappone! e nemmeno verso sera posso sperare di trovarlo. Qui mi intrufolo e intravedo l’impianto però. E’ quella chicca che ci dà l’Esprit Blanc 70° tanto caro a Sabrina, e il Vieux, l’ExtraVieux, o gli ultimi millesimati! Questo è pellegrinaggio puro, mi autoconvinco che il fatto che sia chiuso non ha importanza, sono qui e sono soddisfatto. e 5 !

AAA Habitation Bally cercasi! Nella ricerca della successiva mi perdo nelle montagne dell’isola, piove a dirotto, ma il peggio è che tutti mi indicano di tornare verso l’impianto di Neisson, e anche la mappa segnala Bally proprio lì. Qualcuno di voi l’ha mai trovata?

Luca (Gargano), quando leggerai l’articolo ci illumini su dove sarei dovuto andare? Peccato mi avevano raccontato mirabilie.

Rinuncio a Bally e vado verso Fort de France, e tra la pioggia e la giornata di ferie la cittadina è deserta, ..non trovo nemmeno da bere un Ti’Punch!

Prima di ripartire passo da Lamentine, città satellite di FdF, e trovo la Dillon: è chiusa, ok, ma pare (ed è!) solo un enorme magazzino di invecchiamento e distribuzione, qui non si distilla.

Il tempo migliora verso Sud, e trovo una Martinica meno giungla e più turistica, qui non è più vulcanica ma anzi caraibica, e in certe zone sembra anche la Cote d’Azur..

Il paesaggio è splendido, faccio un po’ il turista, visito un interessante museo sullo zucchero, la antica habitation della principessa Clotilde, bevo alcuni Ti’Punch in zona turistica, e scrocco il bagno nel resort privato (vabbè sta giornata qualcosa mi doveva restituire)!

La costa è fantastica, e incontro il famoso Le Diamant, uno scoglio poco a largo di una spiaggia incantevole.

Mi ri-asciugo e tiro verso il prossimo sogno: Trois Riviere! A parte la chiusura qui non si distilla più, la proprietà è di La Mauny e l’alambicco ora è là. Il mulino a vento e tutta la location sono tenute da dio (alla francese) per le visite, e a quest’ora del pomeriggio è un colpo d’occhio spettacolare. Non so voi, ma per me Trois Riviere è uno degli agricòle più eleganti e fighetti, proprio emblema della Martinica, il suo 1997 è una vera delicatessen e questa vecchia distilleria ne ricalca lo stile. Un bijoux.

Il morale è alto ormai, e il sole si abbassa: La Panda non si ferma mai, instancabile, tiro verso la spiaggia di Les Salines, dove vedo una cosa che non avevo mai visto prima. A forza di alambicchi (e chilometri per vederne di altri) francamente stavo snobbando il posto dove mi trovavo: la Martinica (sentite il suono? ..Mar-ti-ni-ca) me lo ha ricordato subito. Il tramonto a Les Salines è una delle cose più emozionanti che abbia mai visto, il sole sembrava accompagnare i miei scatti, ero solo, nel mio mondo del Rum, mi sentivo davvero bene. Le cartoline? I poster dei Caraibi? Non li guarderò più.

Girovago nell’oscurità cercando un alberghetto, Lonely Planet alla mano. Mi fermo a Saint Anne, sembra molto carino, ma nemmeno un decimo di come mi apparirà l’indomani con la luce del sole. Dopo un pò di gamberoni, la fame mai sopita di esplorare mi porta in una specie di rhumteca turistica in zona Club Med, dove entro nello spirito Creolo: l’approccio commercialone-turistico della signora viene meno subito con me, ed entro nel retrobottega a curiosare infusi, preparati, confezioni e souvenir dallo stile decisamente Creòle, un’atmosfera esotica e misteriosa, luci basse e Punch strani al limite del esoterico. E oltre a tutto, selezioni di Rhum esagerate, mai viste, per turisti forse, ma comunque esagerate. Prezzi? Alti qui, il pregio lo paghi.

Nanna, domattina ho appuntamento col Master Blender di La Mauny. Grazie Cristianoo!

05 Ott

La Fabuleuse Aventure du Rhum

Amanti del Rum, ma sopratutto del Rhum, finalmente trovo modo di raccontarvi il mio viaggio in Martinica, Guadalupa e Marie-Galante, che ho fatto la prima settimana di Giugno. 7 giorni di pellegrinaggio in visita alle distillerie dei Rhum Agricòle: non pensate ad una vacanza, ma ad una missione divina.

Ero da solo, dopo un viaggio di lavoro a Barbados (che ve devo dì?!) ho deciso di posticipare il rientro e farmi il più possibile di distillerie e di foto, info, assaggi, incontri eccecc.. Da solo in giro per distillerie. Io! Potete immaginare la foga che ci ho messo: 19 distillerie in una settimana, alla scoperta di tutti e 10 i marchi della MArtinica, i 6 della Guadalupa e i 3 di Marie-Galante. Che dovevo fare..? In spiaggia da solo mi annoio!

In realtà lo auguro a tutti: con la scusa dell’Aventure du Rhum (cito un libro fantastico di Monsieur Alibert) ho scoperto mondi e culture fantastiche, un salto dentro la grande tradizione e la qualità degli Agricòle.

Ho pensato di dedicare un post ad ogni giornata, da oggi a seguire nelle prossime newsletter! Un diario di bordo in piena regola insomma, mi mancava…

31 Maggio

Atterro in Martinica di buon mattino, prendo la mappa e una Panda, e vado. L’entusiasmo è tanto , potete immaginare, sono nell’isola dove il Rum è orgoglio, tradizione, ricerca, e business. E poi conosco le storie, gli aromi, la produzione di quasi tutti i qui presenti, ve li ho raccontati spesso, ed essere qui è veramente eccitante.

E dove vado? In Martinica il Rhum è una risorsa per il turismo e le distillerie sono ben segnalate. Tenete poi conto che La MArtinica, come le altre due isole, è Francia: non una colonia o ex colonia: è Francia, un dipartimento d’Oltremare, per cui economicamente e istituzionalmente questo ha molto rilievo.

Vicino a Fort de France, a Lamentine, vedo “La Favorite“, per cui parto, mi perdo 13 o 14 volte finchè per grazia di Dio arrivo a vedere la Maison La Favorite. Chiusa, è domenica. Non c’è nessuno e diventa ..improvvisamente aperta. Non imitate a casa il forzare i cancelli ed entrare in un tal impianto! Tutto fermo, non sembra ma è operativo: le vasche di fermentazione piene, bagasse e canna dappertutto, il mulino super-oliato. A prima vista è un gran casino. Se non fosse che adoro il loro “Cuvèè de la Filibuste” direi che chissà cosa viene fuori. Questo è il biglietto da visita della Martinica: non saremo in guanti bianchi, ma abbi fede e sappi aspettare, Rimarrai sorpreso. E gli Agricòle AOC li conosciamo tutti. E vi dirò: in altre isole gli impianti sono mooolto peggio! Dribblo il cane e faccio amicizia con un bracciante, sistema i quintali di bagasse anche se è Domenica, magari non ha molto altro da fare in questo scorcio di giungla caraibica.

Prima distilleria: fatta! Riparto, ma alla prima rotonda una visione celestiale: furgoncino pieno di canna con mulinello al seguito che la schiaccia: si vende succo vergine fresco, e per fresco intendo Fresssco. In tazza grande, un bicchierone enorme, di dolce ed erbaceo nettare, aromi di fibre, ma veramente delizioso. E’ equilibratissimo, perfetto già così, altro indizio per capire come escono certi Rhum! La visione celestiale era il succo? Ma và, era il sorriso della Martinica, comincio a capire cosa vuol dire Creòle!

Bevo e proseguo, arrivo a Le Robert, La Trinitè, simpatiche cittadine, gongolo, faccio un po il turista, faccio foto alla costa caraibica, verde, blu, e ..bianca. E tiro verso..Saint James! Badate bene, la Martinica non è piccola come sembra, i tempi di percorrenza sono più lunghi del previsto, per cui poche chiacchere, sono in missione.

Beh, arrivo. C’è il Musee du Rhum: faccio 843 foto ad antichi alambicchi, quadri d’epoca, macchinari dismessi, vari cimeli, bottiglie del 1885 (e non solo!) ovunque, storia e dettagli sulla canna, sullo zucchero, schiavi, varie timeline di tutto, una vera libidine. Pensi di sapere tutto e non sai niente. L’impianto è chiuso. Ma per chiii?! Entro ed è enorme, moltissime e grandissime vasche di fermentazione, due colonne immense, magazzino con le botti sterminato ed inaccessibile. Mi prendo il cazziatone da mamà, bevo un paio di etichette che qui non esistono, compro mignon vari e saluto. E quella mi ri-cazzia! Un bel “Italianobaffoneromandolino” me lo sarò preso. Scusate.

Il paesaggio si fa sempre più blu, verde e ..nero..ci si avvicina al mitico Mont Pelee, il grande Vulcano, esploso l’8 Maggio 1902 radendo al suolo i vecchi zuccherifici e facendo di fatto nasce il Rhum agricolo, prodotto direttamente dal succo vergine di canna. E’ anche il responsabile della ricchezza del terroir, importante per un Agricòle. Da ultimo, è una presenza ingombrante nella cultura dell’isola, è da sempre un Dio, un Dio irrequieto, potete immaginare tutte le leggende sorte nei secoli. Senza dimenticare che è sempre coperto di nuvole, sempre. Misterioso, affascinate, ingombrante, il timore reverenziale è d’obbligo. Mi faccio un succo d’ananas Fresssco e un bagno.

Prossima tappa, ebbene sì, ogni nome che sparo è un mito: J.M.   Crassous du Medeil è la location precisa, sono in una foresta di banani, e quando arrivo ed è senza dubbio la più bella foto da fare ad una distilleria del mondo. Bacio il terreno alla Gelindo Bordin e mi sembra di ricordare anche una lacrimuccia. QUi ti rendi conto che sei in Terra Santa.

Scendo, tutto chiuso..incontro due personaggi che non mi filano di pezza, e mi faccio le mie personali elucubrazioni su come fermentano, distillano e tutto il resto. D’altro canto ci sono pannelli chiarissimi ed è tutto ben spiegato. Anche nella giungla d’oltremare i francesi sanno come valorizzare le loro eccellenze. Lunga fermentazione comunque, due colonne singole piccole, due bijoux anche se decisamente d’annata. Le botti? Mi basta vedere all’aperto quelle vuote per sognare. J.M. è l’eccellenza del Rhum Agricòle della Martinica.  Sono talmente emozionato che non so se è un male che qui sia tutto chiuso e che non incontro nessuno, ho modo di sentire col cuore più che con le orecchie.

Che dire, fa buio, vado verso Saint-Pierre, il villaggio scomparso quell’8 Maggio, a caccia delle antiche rovine e delle moderne distillerie. Il Mont Pelee si fa scuro, le sue nubi grigio scure, mette i brividi. Controllo la mappa, domani mi aspettano Depaz, Bally, e Neisson! Giornataccia! Ah, a proposito: trovo un alberghetto (fetente) lungo la strada principale di fianco ad un bell’edificio bianco coloniale: per caso sbircio il campanello: Habitatiòn Neisson! Un segno, che dite?

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