Archive for Luglio, 2008

31 Lug

Buone vacanze a base Rum!!!

MAI TAI ROA AE!!Beh Buone vacanze a tutti e piccolo vademecum dei Rum drink da bere sotto l’ombrellone:

Mojito, vabbè si sapeva, divertitevi a provare delle varianti magari, tipo il (antesignano) Mint Julep col bourbon,va bene anche il Jack, oppure con il Gin, che si chiama Gin Julep. Ma anche varianti supergiovani come il cosiddetto Mojito Fidel con birra al posto della soda, o addirittura col basilico al posto della menta… Ma mai col Rum scuro come la pubblicità del Pampero! Fatelo per me, vi prego, non seguite per forza la televisionaccia

Rum Cooler, cioè base pestata con lime e arancia, Rum scuro, ginger ale. Alternativa alle varie caipitutto, il ginger lo rende molto dissetante e bello fresco. Gran drink dal punto di vista tecnico-organolettico e va giù anche da dio. Invito a dare un occhio qui.

Mai Tai fantastico se fatto bene, cma occhio alla abilità del barman, al limite fatelo prendere prima ad una amico.., così evitate sorprese. Tagliate le mani a chi ve lo fa con un litro di sciroppone. Se vi piacciono gli aromi esotici è una delizia. Mi raccomando dopo il primo sorso esclamate MAI TAI ROA AE!!

Jamaica Juleps, fantastico se il locale dove siete ha tanta frutta fresca, e anche qui guardate in faccia il barman.. Un trionfo di frutta esotica in pezzi e rum, provatelo con rum chiaro e scuro insieme, maa è facile che ve lo facciano proprio così.  La libidine poi è se gli chiedete di metterci un Rum Jamaicano Dark  (magari hanno Appleton o Myer’s, fate balà l’oeucc in bottigliera) al posto dello scuro  (tutto col dark è troppo).  O al limite on top, un’anello di dark che da dei profumi veramente sorprendenti . Ah, di solito dimenticano lo stick lungo: se sì, chiedetelo, se no come fate ad andare a pescare la frutta?

Pina Colada, una Pina che si rispetti ha i pezzi di ananas che girano nel frullatore. Diffidate dal solo rum, succo e sciroppone. A volte in velocità fanno così perchè nel cervello del barman la Pina rappresenta spesso uno sbattimento, dato che rimani appiccicoso e il frullatore non viene mai pulito. Meglio prenderla in un cocktail bar più tranquillo, così magari hanno la crema di cocco buona, aggiungono batida, o malibu, o comunque si divertono a farla loro in primis,  e voi ne godete.

Ti’Punch il drink ufficiale delle Antille francesi Martinica e Guadalupa. Provate questo, vi regalerà molto, e vi porrete come anticipatori, dato che tra uno o due anni, se di rum ci capisco, sarà in voga.    Ma attenzione, si può fare solo con Rhum Agricòle bianco,  e inoltre i Barman che lo sanno fare sono pochi.  Per cui: Agricòle Blànc (potrebbero avere Neisson, Damoiseau, o Bally, o Clemènt, ma so che è difficile ), zucchero liquido e fettine di lime spremute. Built On the rocks. Semplicissimo, profumatissimo e delizioso.

Cuban Mule, ..inventato un’ora fa con Dom Costa sul Forum, variante Rum del celeberrimo Moscow Mule. Dom conviene con me che cipuòstareperchèno?  Col ginger e col lime (e menta?) il rum si trova a nozze. Non resta che provarlo. Mica che poi è il drink del 2008!

Non ho citato il fantastico Rum Punch di Barbados perchè non ne troverete uno che abbia la noce moscata in polvere, è un peccato.  Potrei andare avanti, ma lascio a voi al Forum.  Piuttosto ricordate: occhio ai Barman, occhio alla frutta che hanno, un occhio alla bottigliera per vedere qualcosa di carino, e poi via. 

E sopratutto pensate poco al Rum e molto alla  Divertitevi ! Buone Vacanze!

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28 Lug

Incontro con Luca Gargano

Settimana scorsa ho avuto la fortuna di essere ospitato dal mitico Luca Gargano e da Marcelo Barberis di Velier per fare due chiacchere su RumClub e sulle sue attività.

Devo dire che da un lato ero emozionato dall’incontrarlo, finalmente parlando di un prodotto mio e non suo ..ma dall’altro ero convinto che, da amanti del Rum, ci saremmo trovati subito bene e mi sarei sentito a casa.

E infatti, dalla stretta di mano in poi ho capito subito che..non avrei parlato facilmente!
Luca Gargano è un concentrato di carisma, passione, infinita e poliedrica cultura del Rum, consapevolezza di ciò che ha creato e che vuole creare, tutto condito da una abilità oratoria affascinante.
Insomma sarò di parte ma sarei rimasto tre giorni ad ascoltarlo, lui poi non si sarebbe fermato di certo!
Dicevo, dalla stretta di mano, dopo un minuto era già sulla storia degli schiavi in Guadalupa ..e la cosa mi divertiva parecchio. Quattro ore (spaghettata compresa) su tutto: settore, mercato, opinioni, critiche, il vero progetto di RumClub, consigli, Rum, Rhum, Ron, veramente tutto.
Caroni 1974Bottiglie ovunque, selezioni qua. Sample lì e primizie là..
Una biblioteca di libri antichi sul Rum sorprendente, testimoni di una cultura che orma non è più disponibile, un livello di approfondimento credo unico, facilmente unico al mondo.

Tornando a noi, le cose interessanti ai rummisti e pratiche:
- che torno a casa con un sample di un Caroni 1974 in anteprima alla faccia vostra! Potentissimo, Caroni 101%, incredibile. E che di Caroni ne avremo ancora per qualche anno, dato che parecchie botti anni 90 per continuare ad invecchiare in tropical weather sono finite nelle cantine Demerara distilleries e le vedremo negli anni a venire.
- PMG: dalla collaborazione fra Gargano, il celeberrimo mastro distillatore Gianni Capovilla, e la distilleria Bielle di Marie Galante nasce Rhum Rhum, il primo progetto/pallino/gioiello di Gargano come produttore. Secondo i canoni Triple A del vino, e quindi assenza di chimica e attenzione alla qualità artigiana, uscirà in autunno il primo Rhum Blànc a 56° Astuccio N°1 straricco di aromi data la fermentazione lunghissima (più di 7 gg), lieviti autoctoni, colonna singola. Un Agricòle che di più si muore, con cui spero si cominceròà a sdoganare il Rum bianco (almeno agricolo) come distillato di pregio da degustazione. Già mi immagino anche il primo Ti’ Punch.
Da 2009 la prima uscita invece di PMG invecchiato (rhum rhum nome del bianco) che a detta di Gargano, dopo 18 mesi di legno primo passaggio Borgogna vini Triple A è già una delizia paragonabili a rum molto più vecchi, causa complessità aromatico/alcolica della fermentazione che sa ossidarsi ed evolversi in maniera molto più strutturata e più velocemente in legno.
Grande curiosità.Con la volontà di fare Rum seguendo i criteri della tipicità della zona, canne da zucchero della zona, lavorazioni a mano, tori che tirano l’aratro, impianto artigianale, niente contaminazioni.

Un processo a ritroso per un 19enne che visita i Caraibi, il Rum lo beve, poi decide di commerciarlo, poi di importarlo, poi distribuirlo, poi vedere di selezionarlo, e infine di produrlo in prima persona.
Senza dubbio affascinante, in attesa di vedere quando Gargano deciderà con machete alla mano di fare il raccolto in prima persona…
- A breve, forse fine anno, l’uscita del libro, finalmente, frutto tormentato di anni di studi, sintesi possibile di storia, geografia, marchi, recensioni ed opinioni, e con il taglio italiano di cui abbiamo bisogno.
- Mi ha dato la disponibilità a future interviste (stavolta ho preferito ascoltarlo a ruota libera, impedibile,”non ha prezzo”) sia generiche si specifiche, per cui rimando a dopo l’estate una ulteriore visita da lui.
Anzi, per far si che l’intervista sia da parte di RumClub, uso il forum, per chiedervi: quali sono le domande che fareste a Gargano, enorme conoscitore e selezionatore di molte delle più interessanti bottiglie di Rum che abbiamo in Italia?

Grazie mille a Marcelo Barberis e a Luca Gargano, uno degli ultimi veri appassionati.

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12 Lug

Barbados!

Speighstown beach

Settimana scorsa sono stato a Barbados!
Grazie ad un invito di WIRSPA (West Indies Rum & Spirit Producers Association) ho passato una settimana nell’isola caraibica cui la storia del Rum è più radicata!
Di Barbados ricordiamo il marchio più importante Mount Gay, ma anche i conoscuti Doorly’s, Old Brigand, Foresquare, e non da ultimo Cockspur.

Di cos’è wirspa se n’è parlato già ampiamente sul blog e sul forum, per cui soprassiedo.
In sostanza “dovevo” recarmi ad una interview con i vertici dell’associazione per parlare con loro del progetto nonchè del mercato italiano partendo dall’interesse riguardo a RumClub e alla sua mission.
Intervista interessantissima e piacevole già ben descritta …a caldo.

Per cui vado oltre ancora, andrò oltre al sole cocente, al mare turchese, alle spiagge rosa, alla disponibilità della gente, agli incontri più improbabili, alla piscina dell’hotel col bar dentro, agli infiniti rum punches!,  ai bus afro-bajans, tutte emozioni in cui senti tutto l’aroma caraibico.
Anzi se un Rum evoca tutto questo, quando sei lì ti rendi conto che tutto quello riempe un bicchiere di Rum.

Ma mi fermo ad alcuni momenti indimenticabili nella vita di un Rum Lover.
Venerdi pomeriggio (il 4 Luglio) , con i miei due colleghi , una ragazza e un ragazzo inglesi con cui ho Blending Session - MOunt Gay Extra Olddi fatto passato poi tutta la trasferta, facciamo visita al Mount Gay Visitor Centre, poco fuori Bridgetown.
Tramite la parola magica wirspa riusciamo ad avere un fantastica mezzora in compagnia di Allen Smith, master blender Mount Gay. Sostituisce degnamente il leggendario Jerry Edwards da ormai un paio d’anni e ci porta nel suo ufficio dove a sinistra, tutto normale, pc e desk, a destra…la Blending Session lì pronta per arrivare a Mount Gay Extra Old. Dice che è un lavoro continuo, qausi quotidiano. Partendo da una base conosciuta apporta i dovuti cambiamenti misclenado i rum delle singole botti delle varie annate, con sempre circa un centinaio di sample numerati, in continuo e hi-tech comunicazione con la cantina, dall’altra parte dell’isola alla Rum Refinery,St.Lucy. Il resto del giro del Centre è più ordinario e turistico, ma comunque sempre piacevole.
Tra altri bagni e rum punches (rum scuro,lime,syrup, e tonnellate di noce moscata, con ciliegina gustosissima) arriva sabato, leisure, per cui affittiamo un jimmy e andiamo a zonzo per l’isola, a caccia di distillerie.
miraggio!Devo ringraziare di aver trovato due giovani inglesi in happy feelings pazzi per il rume da dove
nasce.
Sabato visita alla (chiusa,ma per noi…) Mount Gay Rum Refinery. In mezzo a sconfinate e ondeggianti distese di canna da zucchero, uno dei simboli dell’isola edel Rum in generale. La distilleria del più vecchio marchio di Rum al mondo. Per la visita parlano meglio le foto del link qui sotto che mille parole…La giornata continuata con la incantevole e frastagliata orientale dal mare più impetuoso, il pranzo nel paradiso di Bathsheba, la seconda distilleria di Foresquare, tutto sulla jeep senza tetto e senza alcun pensiero alalla rainy London o alla foggy Milano…

E via di barracuda, pesci volanti alla noce moscata e rum punches…

Ecco le foto!

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08 Lug

Selezioni VS Brands

Le selezioni indipendenti sono eccellenti, ma secondo me per capire il rum bisogna senz’altro partire dai vari brand che fanno il mercato del rum, e farsi un’idea di cosa siano i vari stili di rum attraverso questi.
E cioè tutti i vari marchi produttori e imbottigliatori, il 98% del mercato.

Le selezioni indipendenti sono un’altra cosa da quello che è il mondo rum.
Io in effetti ho impostato di frequente le degustazioni su queste bottiglie, ma solo per dare una certa immagine a Rumclub e scongiurare certi rischi, ma intendo affermare con forza che non è che incarnano il mondo rum. Il mondo rum si può capire partendo da un altro punto di vista, e cioè, ripeto, dai bran, come ho fatto io ai tempi e come si dovrebbe fare.

Con questo non voglio dire che non bisogna partire dalla roba buona (perchè ce n’è tantissima nei brand!), ma solo che partire dalle edizioni limitate si rischia di fare confusione, di confondere i termini e gli invecchiamenti: qui tutto è mischiato a discrezione dei selezionatori e quindi tutto diventa più complesso.

Io ho fatto il mio processo conoscitivo canonico, e mai lo cambierei.
E infatti non consiglio a voi di farlo.

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