Archive for Gennaio, 2008

30 Gen

Rum Carnival Party 2008 - LAPALAPA, Macherio MI

Festa di Carnevale in costume a base Pirati, Marinai, battaglie all’ultimo sangue e tanto ottimo ..Rum!

images.jpgSeguendo la antica rotta del Rum, due ciurme di farabutti e avanzi di forca, …voi, Pirati vs Marinai, approderanno su 10 isole: si sfideranno in 10 giochi e quiz per conquistare il territorio e il RUM di quell’isola in palio!:

Forniti di un bicchierino che rimarrà a voi, alterneremo tra chupitos, assaggi con cioccolato e short drinks caraibici tutti i 10 Rum di Repubblica Dominicana, Haiti, Cuba, Nicaragua, Venezuela, Guyana,Trinidad, Martinica, Guadalupa, Jamaica!
La squadra di felloni che arriverà alla 10 tappa, la Jamaica!, con più territori, vince.   Una sorta di Risiko alcolico, Si!
In palio, per l’equipaggio che vincerà, il forziere col Tesoro, da spartirsi tra tutti i conquistatori!

Garantisco io di far provare a tutti un discreto numero di bei Rum, ..pilotando la gara come il peggiore dei bucanieri, anche se una delle ciurme dovesse essere tanto spregievole al gioco da buttarla ai pescecani.

Gioca solo chi è in costume! Per ovviare a voi che non avete provveduto, forniamo bandana e benda per gli occhi a chi vuole essere Pirata e Piratessa e cappellino a Marinaie e Marinai. Credo che il resto per agghindarvi lo avete tutti..

Che aspettate ancora lì? A bordo, avanzi di galera!

Guarda la locandina

rum-carnival-party-2008.jpg

26 Gen

The Rum Diary 8 - Wray & Nephew OverProof - Jamaica

Circa un anno fa comprai un introvabile Wray&Nephew OverProof wn-over.bmpJamaicano e regalai la bottiglia al LAPALAPA,conscio che lì sarebbe rimasta in buone mani..
Ebbene passo dentro alla vigilia di Natale a fare gli auguri e lo vedo aperto, per cui ho letto il classico messaggio del destino: Babbo Natale mi stava portando il regalino: una bella degustazione di un bianco e cristallino jamaicano a 63°.
Premetto che la dicituta OverProof si riferisce a quei Rum (in Italia non li usiamo, hanno poco mercato e quindi non ci sono) bianchi, non invecchiati lasciati a gradazione piena (75° di solito, questo è 63°) figli della tradizione inglese e pensati perlopiù per completare alcuni drink: il Mai Tai (non lo fa nessuno) è perfetto con una goccia di OverProof appoggiata sopra dopo la shakerata, ad esempio: dà una nota aromatica che lo esalta!
Dunque cominciamo: del colore abbiamo già detto, quel poco che c’è da dire. Al naso i profumi si confondono, è molto difficile da interpretare, solo la presenza alcolica è chiaramente prorompente.
Ero con vari amici, e mi sono divertito a chiedere loro cosa ci sentissero, senza pensarci troppo. e mi sono ritrovato a sentire: alcol, ok, e “frutta”, “ciliegie”, “legno”, “liquirizia”, “solvente”, “sembra tequila”, “sembra grappa”, “pesce”.. Non erano certo esperti, ma questo spiega i parecchi aromi, tutti particolari, che contiene.
Io credo che si possano sentire aromi chiari di alcol, tendenti al dolce (anche proprio dell’alcol stesso) zucchero, melassa, e, scaldando il bicchiere e togliendo gli alcoli più leggeri e volatili e quelle (giuste) note di solvente, si trova frutta matura calda, tipo banana con aromi leggermente salmastri direi.
Inoltre sono chiari gli aromi dati dal tipico uso jamaicano delle feccie essicate in fermentazione, che danno “puzze” particolari e molto interessanti.
Opportuna anche l’aggiunta di un goccio d’acqua: aromi di legno forse, non derivati da un invecchiamento, ma da combinazioni di altri aromi, io credo.
Il fatto che mi abbiano detto sembra tequila o grappa mi è sembrato interessante: è secco, ruvido, forte, non ha l’arrotondamento o la struttura data dall’invecchiamento, ma certo il corpo dell’alcol.
Al palato è esattamente come te lo aspetti al naso, cosa che lo rende molto sincero e quindi equilibrato e di grande qualità.
La sensazione tattile dell’alcol a 63° gestitevela bene!
Secondo me è eccellente, il miglior OverProof che abbia assaggiato, difficile da bere certo, ma anche perchè non è certo pensato per una degustazione…

19 Gen

The Rum Diary 7 - Verticale Demerara Moon Import

ab-logo.gifSempre all’AB+, ..poco dopo i tre jamaicani, ho avuto modo e tempo di fare un altro piccolo verticale auto-gestito:
due Demerara, sempre Moon Import, uno del 1992 e l’altro 1995, entrambi a 46° anche qui, entrambi con passaggio di invecchiamento in SherryWood, e ovviamenti tutti e due sempre di Pepi Mongiardino, a cui, ormai si può dire, ho dedicato una serata “monografica”.
demerara-1985.jpgSi tratta di quella linea di belle ed eleganti bottiglie dorate come questa a fianco ormai da anni presenti sul mercato e di annate sempre differenti e progressive.
Sono Rum di melassa di zucchero Demerara, quindi provenienza Guyana Britannica, invecchiato una decina di anni, parte dei quali, la parte determinante che a noi interessa, in Scozia secondo le dinamiche scozzesi dello Scotch Whisky.
Cioè botti che arrivano da Jerez, Spagna, usate già per contenere Sherry e poi riutilizzate per il Whisky.
In questo caso appunto i Demerara invecchiano in questo legno ormai complesso e prezioso che nello specifico conteneva Single Malt di Islay, cioè whisky torbato, pratica già conosciuta ad esempio per Cadenheads Demerara 12 ex Laphroaig, con risultati evidenti ed interessanti.

Qui la contaminazione è presente ma delicata, la botte ha già ceduto colore e dolcezza presa dallo sherry all’Islay e quindi non aspettiamoci un Rum dolce e morbido che ha fatto botte ex Sherry semplice. Detto questo il 1992 è molto intenso subito al primo esame olfattivo, riconosco note jodate ma anche gli aromi mielati tipici dei demerara, poi sia aromi erbacei che fruttati, molto soddisfacenti. Al palato, altra esplosione di aromi molto coinvolgente e persistente.
Il 1995 presenta note floreali più presenti, alcolicità leggermente più percepita, forse meno “demerara” perché presenta poco quel dolce e mielato che rimane al palato nei Rum di questa splendida categoria.

Sono due Rum di grande qualità, e testimoniano che come sempre la mano del selezionatore porta sempre grandi risultati. Poco di diverso da un artista che realizza un opera: non è esattamente arte pura certo, ma pratica influenzata anche da dinamiche commerciali e scelte determinate a monte (stile di produzione, circostanze dell’invecchiamento). Le differenze fra annate diverse non saranno sempre stati d’animo e periodi interiori dell’artista.
autografato-pepi-mongiardino.jpgMa chissà come mai nei Rum selezionati da Mongiardino troviamo la sua firma, aromi e particolarità inconfondibili.
Quella del selezionatore è una forma d’arte dunque, e queste opere sono i capolavori.

10 Gen

Mar 22 Gennaio - TIJUANA CAFé - Milano

RumClub torna a grande richiesta al Tijuana Cafè in quel fantastico ristorantino pieno di ottime specialità dal CentroAmerica! E lo facciamo come al solito con quattro ottimi Rum:
Finalmente un jamaicano (era un po che non si vedevano),
una selezione dal Perù,
un Agricòle strepitoso e vecchissimo,
e sopratutto il tanto in voga Caroni, una selezione di 22 anni che sta spopolando…

Abbinamenti? grandi Cru di cioccolati, frutta e ..qualcosa di sperimentale, come ci piace tanto!

Trovate come al solito tutte le info qui sotto sulla locandina, vi riporto qui un link per la MAP per arrivare.

locandina.jpg
Guarda la locandina

09 Gen

Degustazione “POP”: Columbus vs. competitors

Qualche giorno fa sono venuto a conoscenza di un marchio di Rum che conoscevo appena e per vie traverse: COLUMBUS.
Columbus è una consolidata realtà della Repubblica Dominicana, che personalmente ho sempre associato a Barcelò, per somiglianza della bottiglia e, pensavo, anche del prodotto che c’era dentro.
Invece la storia è un’altra: a quanto ho capito, la Barcelò come proprietà è passata di mano, è ora legata indissolubilmente a BAINSA, compagnia spagnola, come il suo mercato di riferimento. Anche il Rum non è più quello prodotto per decenni in Rep.Dom. Ora questo Rum ha preso il nome di Columbus. Uno strano scambio delle parti, sta di fatto che, come al solito, per fidarsi del prodotto, bisogna fidarsi del palato. Bene, stasera branco su tre competitor che avevo a casa e vado nell’antro del mio web editor, Riccardo e, mentre sistemiamo alcune cose del sito, ci facciamo una sana comparata tra Columbus 7, Brugal Carta Dorada, (Rep.Dom.) Havana 7 e un Santiago de Cuba 11 (Cuba), un po fuori target, ma insomma avevo in casa anche lui, e già che c’ero…

Beh, dunque parliamo un po’ di marchi commerciali, và,non lo facciamo mai..
brugal-carta-dorada.jpgBrugal , il Carta Dorada, devo ancora capire se è una delusione. E’ un Rum da miscelazione ok, ma veramente pungente la forza alcolica, sembra non ben maturato, e all’inizio è veramente di fuoco. Diciamo che lo stile Dominicano è quello, Rum leggeri (di aromi) e incentrati sull’invecchiamento, in cui l’alcol si presenta puro e forte. Qui però havana_7.jpgl’invecchiamento, poco in effetti, non ha influito molto. Poi attacchiamo l’Havana 7, il famigerato, e devo dire che liscio lo trovo migliore, migliore anche di quanto mi ricordassi. Ora, non mi sono rincoglionito, però oltre il consueto hit dell’alcol ben presente, si sentono aromi di legno bruciacchiato (un po’ troppo?) e caramello, ma abbastanza attaccati all’alcol, non slegati. Equilibrato è dire troppo, ma in effetti gli aromi sono dentro al prodotto. Una cosa che devo ammettere è anche che quando, dopo un pò, evaporano gli alcoli più forti rimane qualcosa di dolciastro e profumato, non male, che piaccia o no.
columbus-7.jpgPoi il Columbus, che è un “7″, per cui, a credere alle etichette, dovremmo dire che è coetaneo dell’Havana, o meglio che nella comparazione lo prendiamo come tale. Ebbene il Columbus si presenta subito più delicato e profumato, l’alcol si sente appena e pare decisamente più invecchiato degli altri, o perlomeno, sembra avere l’età che dichiara, cosa…non da poco.
Beh, al palato rimane fin da subito delicato e non aggressivo, anche dopo qualche minuto si sa evolvere lentamente.
Sembra una sviolinata, ma in effetti mi ha sorpreso, e quindi ne parlo bene.
santiago-11.jpgIl Santiago 11 è un ottimo cubano, uno degli ultimi forse ancora che hanno mantenuto lo stile di Cuba e non sono cubani degenerati, quanto a forze alcolica, aromi di legno esausto e super-addizioni di caramello. Questo cubano è da valutare tenendo conto che è fuori prezzo ed età rispetto agli altri, e giustamente anche come complessità e qualità del prodotto finale.

Prima di giudicare Brugal, comunque mi sento di dire che Brugal stessa afferma di usare, per tutta la gamma di prodotti, solo ed esclusivamente materie prime naturali. Le addizioni non le nega, ma di soli agenti naturali. Quindi senza aromi sintetizzati o elementi da laboratorio nel nostro bicchiere insomma, cosa che da parte altrui (altri marchi commerciali) non viene affermato…
Questo spiega il perché due bottiglie di rum Brugal non sempre sono identiche, e forse spiega il perché questa non ci è piaciuta.
Rivedibile Carta Dorada quindi, Bravo il Columbus!, Havana (..mi duole dirlo) pensavo peggio, e Santiago bell’esempio di cubano.

05 Gen

The Rum Diary 6 - Verticale Jamaica Moon Import

ab.jpgRistorante AB+ , Torino, molto raffinato e ben frequentato, mi ci trovavo per una serata con un brand di Single Malt e a fine serata, tolti i panni del Whisky mi sono intrattenuto con gli ottimi distillati in selezione.
E’ più forte di me approfittare della cortesia e della disponibilità di Oscar, ma lo faccio per voi, ..che credete?!

Un Perfetto Verticale: 3 Jamaicani tutti Selezione Moon Import, tutti 46°, tutti o quasi distilleria MonyMusk! Diverse le botti e le annate, ma uguale la provenienza e soprattutto il selezionatore, e quindi gli aromi che lui sceglie di proporci.

jamaica-1949.jpgDunque Jamaica Sugar Estate 1949, un Rum a cui tengo particolarmente…mi ricorda una donna floreale “dentro e fuori”…e proprio i profumi sono fantastici.
Ma la cosa che fin dall’inizio sorprende è il Colore: paglierino scarico, tendente al verdino, trasparente quasi, più simile ad un vino bianco leggerino che ad un Rum di quella portata: ed invece è un colore perfetto per spiegare ancora una volta che il colore ci dice poco o niente su ciò che stiamo andando a bere!
“Chiaro= giovane e leggero, Scuro= forte ed invecchiato”? Ma daii! Basta queste cose! Ricorda molto il qualunquismo che circonda la birra…
Certo è che questo colore testimonia che sarà un Rum aromatico, floreale, erbaceo, e non caramellato e stucchevole!
Distillato dalla MonyMusk nel 2000, ha nella stupenda etichetta una mappa disegnata, con le piantagioni di canna della Jamaica del 1949. Al palato esplode forte, coinvolge tutta la bocca, picca ai lati della lingua, e si sentono profumi di fiori, aromi dati dai dunder (fecce di distillazione riusate nellesuccessive fermentazioni) ma molto delicati, e sicuramente peperoncino di cayenna. Si evolve poco col tempo, non so quanto la struttura sia ampia, ma la personalità è decisa e coerente: anzi, talmente coinvolge e esplode che risulta difficile percepirne sviluppi o sfumature.
Da provare, assolutamente, dà un’idea diversa di cosa può essere il Rum. E chissà, con tutto quel piccantino che persiste in bocca come starebbe con un formaggio..?

pappagalli.jpgSecondo: il cosiddetto “Pappagalli”, MonyMusk (stessa distilleria!) 1998, 46°. Per l’etichetta e per il momento propizio in cui uscì è diventato un cult, ora vediamo se a ragione.
Colore più intenso, aromi al naso molto meno prorompenti, simili sì, ma meno intensi, con un po’ il solito sentore di solvente (che è un aroma ok, testimonia alcoli volatili ben presenti e, se il rum è serio, che lo spettro aromatico è ampio).
Al palato però anche questo fa una bella compagnia!
Pervade tutto, il carattere del distillato jamaicano c’è eccome, credo sia blend di pot e colonna con uso di dunder, fecce in fermentazione, ricchissimo di esteri e aromi. Si sentono proprio più intensi questi, non il peperoncino però, forse il pepe, ma poi non rimane il piccante. Molto soddisfacente, più morbido, più rotondo del 1949, senza gli spigoli ..che tanto mi piacevano. Molto jamaicano, ma senza forse quella persistenza e particolarità dell’altro.

jamaica-1977.jpgIl terzo? 1977, con dicitura Pot Still e una STRANA dicitura Agricole, a cui in Jamaica non riesco a credere e mi chiedo cosa voglia dire qui(?!?!) , invecchiato a Edimburgo (Brae Dean International).
Un vero e proprio concentrato di Jamaica: blend delle distillerie InnerWood, Yarmouth, MonyMusk, LongPond. E blend di due diversi gradi di maturazione, cioè sbottato parte nel 1997 e parte nel 2002.
Questo significa che nella botte c’era il blend delle 4 distillerie e nella bottiglia c’è insieme il risultato dopo 20 e dopo 25 anni. Ottimo esempio di come si arriva ad un’opera d’autore, a cosa fa un selezionatore per arrivare a creare il suo Rum.
Tornando alla degustazione però sono rimasto un po’ deluso con questo Rum, mi è sembrato delicato al punto da sembrare scarico, ma forse mi sbaglio, forse avevo la percezione compromessa dagli altri due, oppure era stato conservato male o chissà.. Le note in etichetta dicono fieno, frutti gialli maturi (albicocca banana pesca frullate) e finale peperoncino, che condivido per logica jamaicana, ma di fatto sento poco. Scrivono al palato legno liquirizia cedro banana che francamente mi sembrano assenti, oltre che troppi, e troppo diversi per essere tutti in un solo rum! Incomprensibile tanto il Rum quanto la sua etichetta, peccato. Ripeto che spero di ricredermi la prossima volta che lo incontrerò.
Gran ..auto-degustazione, i Jamaicani sono sempre i più intensi fra tutti i Rum , provate i Jamaicani!
Un grandissimo grazie a Oscar.

02 Gen

Buon anno a tutti!

Buon 2008 !
Che sia un 2008 carico di soddisfazioni e ..di Rum per tutti voi!

Dal canto nostro continueremo a proporre ed organizzare degustazioni ed eventi per poter avere sempre i migliori Rum e i migliori strumenti per assaporarli, e continueremo a dare il massimo per i più incuriositi appassionati!
auguri.jpg

Buon anno, alla salute!

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