Gennaio
22nd

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Notizie ufficiali ci hanno riferito dopo vari giorni di attesa che la distilleria Barbancourt, sita proprio in sorprendente corrispondenza con l’epicentro della prima scossa 7,3 del 12 Gennaio, ha subito gravi danni. Fortunatamente perà la famiglia Gardère, proprietaria dela distilleria è salva, così come gli operai. Ma lo stesso però non si può dire delle loro abitazioni e di molti membri delle loro famiglie. E’ quasi al limite del buon gusto parlare di Rum in questo caso, ma abbiamo ritenuto consono avvisarvi che in distilleria hanno ceduto i supporti delle vats più grandi, andate distrutte, mentre si sono salvate le pipes e le botti più piccole. L’impianto di imbottigliamento e gli alambicchi hanno riportato gravissimi danni e per rendere nuovamente il sito ( datato 1765!) in sicurezza dal rischio incendi e operativo saranno necessari vari mesi di lavoro.

Solidarietà alla distilleria Barbancourt e a tutta la popolazione di Haiti da tutto RumClub

Dicembre
24th

Auguri!!!

Auguri di Buone Feste a tutti

Che Santa vi porti un gran brindisi a base di…

Cheers con RumClub!

Novembre
30th

la “Face” di Rum Club Italiano

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A vostra disposizione le foto dei nostri eventi, curiosità, musica e tanti contenuti!

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Novembre
10th

Venerdì 27 Novembre - Verticale Cadenhead’s

Amanti del Rum! Non potete perdervi questa fantastica degustazione!

Venerdì 27 Novembre 2009 ore 21.00

Cadenhead’s Whisky Bar

Via Poliziano, 3 - Milano

VERTICALE CADENHEAD’S

Vi aspettiamo numerosi, e ricordatevi di prenotare! I posti sono limitati!

Novembre
3rd

La Fabuleuse Aventure du Rhum - 3

Ragazzi, terza giornata in Martinica: la grande visita a La Mauny, la foto rubata a
Simon, e La fantastica Habitation Clemènt.

E’ il 2 Giugno 2009
Mi sveglio in paradiso, e so che finalmente mi farò una splendida visita in
distilleria, accompagnato dal Master Blender Daniel Boudin, che non ringrazierò mai
abbastanza.
Mi ha fatto vedere di tutto, gli alambicchi (le colonne di Trois Rivière, La Mauny
e Duquesne, brand di proprietà del gruppo) e le loro piccole differenze, mi ha
spiegato il mercato del succo di canna, e mentre passano camion su camion monitoro
di persona il livello minimo di brix, cioè il contenuto zuccherino (14 brix secondo
la AOC), e tutto l’indotto che ruota intorno all’impianto di fatto più grande e
importante della Martinica. Interessantissimo. Dopo la distilleria, una
appassionante oretta in cantina, prima dalle vasche di alluminio, poi alle botti,
di vari tipi, dimensioni e provenienze. Con lui provo i risultati di tanti legni e
ascolto i segreti del suo mestiere. Daniel è un vero gentleman, lavora in
distilleria da 20 anni e conosce alla perfezione tutte le distillerie delll’isola,
e mi spiega anche tutti i movimenti del mercato e le proprità dei vari brands.
Mi fa provare anche il suo ultimo orgoglio, e proviamo direttamente da una singola
botte una comparata tra la colonna La Mauny e la colonna Trois Riviere dopo un
identico invecchiamento: lo stile dei due marchi viene fuori chiaramente: entrambi
eleganti e raffinati, il primo più di carattere, il secondo più leggeroo e
classico. Finale in laboratorio con degustazione dei nuovi Saphir e Rubis, sul
mercato italiano da dopo l’estate! Mi godo l’anteprima, e gongolo.
Grande Daniel, questi momenti mi fanno veramente impazzire.
Per festeggiare saccheggio lo shop, con mignon, cimeli, bottiglie decorate a mano,
e vari succhi di canna in boccette. Intravedo per la prima volta la difficoltà di
rimpatriare…Ottava distilleria, fatta!
Torno sul Panda e mi perdo di proposito nel Sud dell’isola, tendenzialmente verso
est, verso il mare, verso la distilleria Simon, uno delle chimere impenetrabili
dell’isola.
Simon produce alcuni marchi dell’isola, ma credo anche rhum per altri usi. Enorme
quantità di bagasse intorno all’impianto e vari trattori, significa che lavora a
pieno regime pur sembrando un piccolo impianto. Ingresso vietato e foto proibite,
mah! chissà cosa c’è da nascondere. Simon è sempre stato un impianto semza un brand
e probabilmente non ha una vera storia e noj si vuole far trasparire i segreti.
Curioso anche la lavirazione delle banane. In ogni caso scatto e scappo.
Vicino qui c’è anche la Habitation Clemènt, dove ho tutte le intenzioni di stare
parecchio, nonchè un appuntamento con Cèlia, la PR del posto.
Grazie a lei e all’amicizia con l’azienda Meregalli che importa e distribuisce
Clemènt, mi presentano gli uffici e vado poi a farmi il giro turistico del parco
dell’Habitation. Da perfetto stile francese, tutto è tenuto perfettamente, sembra
un salotto! Non è più operativa, la vecchia distilleria è un vero museo, con
affascinanti ritratti di lavoratori del passato. Slide e film spiegano i processi
di produzione e la storia, la Habitation di famiglia è ancora perfetta, e c’è anche
una galleria d’arte. Ma la cosa più incredibile sono le cantine: qui invecchiano
ancora tutte le botti che daranno i grandi blend agricòle, pensate un po con musica
jazz in filodiffusione!!
Sarà mica che quando bevi un Homère Clemènt senti la musica nelle orecchie?!
Beh io mi precipito in sala degustazione, provo di tutto, dai cuvèe ai Blanc
aromatizzati con frutta fresca tropicale, una vera libidine. L’Habitation Clemènt è
un bijoux, tutto a cinque stelle, storia, qualità, prestigio e tradizione.
Si fa sera, tirp verso Fort de France, mi ingorgo nel traffico, rimpiango un po
P.le Loreto, e vado a farmi un pesciolino in città, con finalmete un perfetto Ti
Punch: volete sapere che faccia fanno se glilo chiedete col ghiaccio? Meglio di no!
Un bel bicchiere di Rhum Blanc a 50°, a circa 35°C, con la gentilezza di darti la
boccetta di zucchero bruno liquidi e una scrzetta di lime per gradire. Devo far
tutto da me, Grazie! Bruciare brucia, ma ho sempre adorato gli Agricòle Blanc: sono
uno spettacolo, scendono pieni e intensi, ma scaldano senza essere pungenti, il
tutt’uno aromatico viene esaltato da lime e zucchero. Perfetto.

Giro al lungomare ma sono distrutto, e cado come corpo morto cade.

Novembre
1st

UK Rum Fest - London

Breve Report sul Rum Festival inglese, l’evento che ormai è diventato il più importante al mondo, organizzato dall’amico Ian Burrell.
Chi c’era? Tutti! Tutti i marchi di Rum sul mercato UK, e cioè tutti i britannici, qualche ron latino, molti agricòle e prodotti collaterali bizzarri e very caribbean. Circa una 40ina di stand con assaggi, punch, una area lounge sponsorizzata da Wirspa, due aree per seminari, e un mega palco-bar con show e competition casiniste da parte dei bartender londinesi perlopiù della corrente Tiki, e cioè quella dei Rum cocktails della tradizione più radicata. E sopratutto un macello di gente!
Un vero spettacolo, là il Rum si può permettere un evento così grande, e con un approccio giocoso ma anche credibile, liscio e miscelato, funny e creolo, come prestigioso e approfondito.
Incontro assaggio con Mount Gay, Appleton, Cockspur, Mount Gilboa, il nuovo St.Nicholas Abbey da Barbados, il Rum Chairman’s Reserve (là una stella nascente), anche Bacardi, Havana Club, Brugal, Barcelò, e, piacevole sorpresa, molti agricòle, molti di più rispetto alla 1° edizione del 2007: si vede che anche in UK cominciano ad accorgersi del Rhum di stile francese.

Un seminario in cui ho approfondito? 2, và: un classicissimo Richard Seale, e un intimo e divertentissima chiacchierata tra Dave Broom (autore del pluripremiato libro RUM, e il mitico George Robinson, master blender di Demerara Distillery nonchè testimonial-faccione della campagna Authentic Caribbean Rum di Wirspa: tutti i segreti dei marchi Demerara, degli alambicchi della tradizione della Guyana, aneddoti e storia di vita del grande George.

Ah, altro incontro sacro: John Barrett, patron della Bristol Spirits, selezionatore e commerciante di botti, un gentleman britannico simpatico e al contempo mitico: è importato in Italia da Sarzi Amadè, e mi sono messo d’accordo per fargli una visitina/degustazione a Milano. Chi vuol venire? Lui forse passa…

Come è finito l’after party? E che ne so?!?

Ottobre
19th

La Fabuleuse Aventure du Rhum - 2

Amici è arrivata l’ora di raccontarvi il secondo fatidico giorno in Martinica.

Dopo il grande feedback che abbiamo avuto all’uscita del primo, non vedevo l’ora di uploadare questa.

1 Giugno

Le Carbet, bel risveglio anche se l’hotel era un vero cesso, tempo bello, dopo le 3 distillerie di ieri, oggi è la giornata perfetta per scoprire le Depaz, Neisson, Bally, Trois Riviere, e andare poi verso il Sud!

Doooon!! DO grave! Gravissimo, arrivo a Depaz, da lontano un invitante impianto colorato e turistico, da vicino ..chiuso! Gravissimo perchè mi dicono che questo lunedì, in Martinica è festa nazionale, tutto chiuso!

Sconforto e disperazione, i prossimi 10,000 Lunedì sarò a 10,000 km da qui! E la mia degustazione sotto il Mont Pelèe del mitico Depaz VSOP? O magari della nuova edition Canne Blueu? Vabbè, Depaz è un impianto chiuso ormai, ma cosa sarà di me davanti alle altre distillerie di oggi? E’ forse “peccato.” la parola più giusta?

Mi frullano queste domande. Foto di rito e giro la Panda verso sud: monte alle spalle e a terra le palle.

La quarta tappa non è andata come doveva.

Riprendo il sorriso appena torno a Le Carbet, dove entro in un supermercatino qualsiasi e vedo lo scaffale dei liquori: avete presente che da noi ci sono 3 rum, due vodka, due whisky, 5 amari, una sambuca, un bailey’s, 2 limoncelli e varie ed eventuali? Qui ci sono “solo” una 50ina di rhum! Nient’altro! Ma una miriade di etichette di Blanc, Paille, giovani Elève sois Bois (18mesi), in confezioni da 5,35,70cl,1 litro, 2 litri, la fantastica megavescica in cartone e la dama da 5 litri!,quella che noi usiamo per il vino da combattimento! Piene di ogni marca di Rhum Blanc. In più, invecchiati pregiati, etichette mai viste e moltissimi aromatizzati a tutti i frutti tropicali possibili immaginabili, su base Rhum Dillon principalmente, ma non solo. Prezzi? Come da noi, e se più bassi, di moolto poco.

Insomma, un’altra Francia, altro che Auchan e Carrefour!

Le preghiere verso Neisson non mi vengono esaudite dal Dio del monte, anche qui è tutto chiuso. Provo a calare l’asso, conobbi a Torino al Salone del Gusto Monsieur Gregory Neisson: chiedo se è in casa, ma niente, è in Giappone! e nemmeno verso sera posso sperare di trovarlo. Qui mi intrufolo e intravedo l’impianto però. E’ quella chicca che ci dà l’Esprit Blanc 70° tanto caro a Sabrina, e il Vieux, l’ExtraVieux, o gli ultimi millesimati! Questo è pellegrinaggio puro, mi autoconvinco che il fatto che sia chiuso non ha importanza, sono qui e sono soddisfatto. e 5 !

AAA Habitation Bally cercasi! Nella ricerca della successiva mi perdo nelle montagne dell’isola, piove a dirotto, ma il peggio è che tutti mi indicano di tornare verso l’impianto di Neisson, e anche la mappa segnala Bally proprio lì. Qualcuno di voi l’ha mai trovata?

Luca (Gargano), quando leggerai l’articolo ci illumini su dove sarei dovuto andare? Peccato mi avevano raccontato mirabilie.

Rinuncio a Bally e vado verso Fort de France, e tra la pioggia e la giornata di ferie la cittadina è deserta, ..non trovo nemmeno da bere un Ti’Punch!

Prima di ripartire passo da Lamentine, città satellite di FdF, e trovo la Dillon: è chiusa, ok, ma pare (ed è!) solo un enorme magazzino di invecchiamento e distribuzione, qui non si distilla.

Il tempo migliora verso Sud, e trovo una Martinica meno giungla e più turistica, qui non è più vulcanica ma anzi caraibica, e in certe zone sembra anche la Cote d’Azur..

Il paesaggio è splendido, faccio un po’ il turista, visito un interessante museo sullo zucchero, la antica habitation della principessa Clotilde, bevo alcuni Ti’Punch in zona turistica, e scrocco il bagno nel resort privato (vabbè sta giornata qualcosa mi doveva restituire)!

La costa è fantastica, e incontro il famoso Le Diamant, uno scoglio poco a largo di una spiaggia incantevole.

Mi ri-asciugo e tiro verso il prossimo sogno: Trois Riviere! A parte la chiusura qui non si distilla più, la proprietà è di La Mauny e l’alambicco ora è là. Il mulino a vento e tutta la location sono tenute da dio (alla francese) per le visite, e a quest’ora del pomeriggio è un colpo d’occhio spettacolare. Non so voi, ma per me Trois Riviere è uno degli agricòle più eleganti e fighetti, proprio emblema della Martinica, il suo 1997 è una vera delicatessen e questa vecchia distilleria ne ricalca lo stile. Un bijoux.

Il morale è alto ormai, e il sole si abbassa: La Panda non si ferma mai, instancabile, tiro verso la spiaggia di Les Salines, dove vedo una cosa che non avevo mai visto prima. A forza di alambicchi (e chilometri per vederne di altri) francamente stavo snobbando il posto dove mi trovavo: la Martinica (sentite il suono? ..Mar-ti-ni-ca) me lo ha ricordato subito. Il tramonto a Les Salines è una delle cose più emozionanti che abbia mai visto, il sole sembrava accompagnare i miei scatti, ero solo, nel mio mondo del Rum, mi sentivo davvero bene. Le cartoline? I poster dei Caraibi? Non li guarderò più.

Girovago nell’oscurità cercando un alberghetto, Lonely Planet alla mano. Mi fermo a Saint Anne, sembra molto carino, ma nemmeno un decimo di come mi apparirà l’indomani con la luce del sole. Dopo un pò di gamberoni, la fame mai sopita di esplorare mi porta in una specie di rhumteca turistica in zona Club Med, dove entro nello spirito Creolo: l’approccio commercialone-turistico della signora viene meno subito con me, ed entro nel retrobottega a curiosare infusi, preparati, confezioni e souvenir dallo stile decisamente Creòle, un’atmosfera esotica e misteriosa, luci basse e Punch strani al limite del esoterico. E oltre a tutto, selezioni di Rhum esagerate, mai viste, per turisti forse, ma comunque esagerate. Prezzi? Alti qui, il pregio lo paghi.

Nanna, domattina ho appuntamento col Master Blender di La Mauny. Grazie Cristianoo!

Ottobre
5th

La Fabuleuse Aventure du Rhum

Amanti del Rum, ma sopratutto del Rhum, finalmente trovo modo di raccontarvi il mio viaggio in Martinica, Guadalupa e Marie-Galante, che ho fatto la prima settimana di Giugno. 7 giorni di pellegrinaggio in visita alle distillerie dei Rhum Agricòle: non pensate ad una vacanza, ma ad una missione divina.

Ero da solo, dopo un viaggio di lavoro a Barbados (che ve devo dì?!) ho deciso di posticipare il rientro e farmi il più possibile di distillerie e di foto, info, assaggi, incontri eccecc.. Da solo in giro per distillerie. Io! Potete immaginare la foga che ci ho messo: 19 distillerie in una settimana, alla scoperta di tutti e 10 i marchi della MArtinica, i 6 della Guadalupa e i 3 di Marie-Galante. Che dovevo fare..? In spiaggia da solo mi annoio!

In realtà lo auguro a tutti: con la scusa dell’Aventure du Rhum (cito un libro fantastico di Monsieur Alibert) ho scoperto mondi e culture fantastiche, un salto dentro la grande tradizione e la qualità degli Agricòle.

Ho pensato di dedicare un post ad ogni giornata, da oggi a seguire nelle prossime newsletter! Un diario di bordo in piena regola insomma, mi mancava…

31 Maggio

Atterro in Martinica di buon mattino, prendo la mappa e una Panda, e vado. L’entusiasmo è tanto , potete immaginare, sono nell’isola dove il Rum è orgoglio, tradizione, ricerca, e business. E poi conosco le storie, gli aromi, la produzione di quasi tutti i qui presenti, ve li ho raccontati spesso, ed essere qui è veramente eccitante.

E dove vado? In Martinica il Rhum è una risorsa per il turismo e le distillerie sono ben segnalate. Tenete poi conto che La MArtinica, come le altre due isole, è Francia: non una colonia o ex colonia: è Francia, un dipartimento d’Oltremare, per cui economicamente e istituzionalmente questo ha molto rilievo.

Vicino a Fort de France, a Lamentine, vedo “La Favorite“, per cui parto, mi perdo 13 o 14 volte finchè per grazia di Dio arrivo a vedere la Maison La Favorite. Chiusa, è domenica. Non c’è nessuno e diventa ..improvvisamente aperta. Non imitate a casa il forzare i cancelli ed entrare in un tal impianto! Tutto fermo, non sembra ma è operativo: le vasche di fermentazione piene, bagasse e canna dappertutto, il mulino super-oliato. A prima vista è un gran casino. Se non fosse che adoro il loro “Cuvèè de la Filibuste” direi che chissà cosa viene fuori. Questo è il biglietto da visita della Martinica: non saremo in guanti bianchi, ma abbi fede e sappi aspettare, Rimarrai sorpreso. E gli Agricòle AOC li conosciamo tutti. E vi dirò: in altre isole gli impianti sono mooolto peggio! Dribblo il cane e faccio amicizia con un bracciante, sistema i quintali di bagasse anche se è Domenica, magari non ha molto altro da fare in questo scorcio di giungla caraibica.

Prima distilleria: fatta! Riparto, ma alla prima rotonda una visione celestiale: furgoncino pieno di canna con mulinello al seguito che la schiaccia: si vende succo vergine fresco, e per fresco intendo Fresssco. In tazza grande, un bicchierone enorme, di dolce ed erbaceo nettare, aromi di fibre, ma veramente delizioso. E’ equilibratissimo, perfetto già così, altro indizio per capire come escono certi Rhum! La visione celestiale era il succo? Ma và, era il sorriso della Martinica, comincio a capire cosa vuol dire Creòle!

Bevo e proseguo, arrivo a Le Robert, La Trinitè, simpatiche cittadine, gongolo, faccio un po il turista, faccio foto alla costa caraibica, verde, blu, e ..bianca. E tiro verso..Saint James! Badate bene, la Martinica non è piccola come sembra, i tempi di percorrenza sono più lunghi del previsto, per cui poche chiacchere, sono in missione.

Beh, arrivo. C’è il Musee du Rhum: faccio 843 foto ad antichi alambicchi, quadri d’epoca, macchinari dismessi, vari cimeli, bottiglie del 1885 (e non solo!) ovunque, storia e dettagli sulla canna, sullo zucchero, schiavi, varie timeline di tutto, una vera libidine. Pensi di sapere tutto e non sai niente. L’impianto è chiuso. Ma per chiii?! Entro ed è enorme, moltissime e grandissime vasche di fermentazione, due colonne immense, magazzino con le botti sterminato ed inaccessibile. Mi prendo il cazziatone da mamà, bevo un paio di etichette che qui non esistono, compro mignon vari e saluto. E quella mi ri-cazzia! Un bel “Italianobaffoneromandolino” me lo sarò preso. Scusate.

Il paesaggio si fa sempre più blu, verde e ..nero..ci si avvicina al mitico Mont Pelee, il grande Vulcano, esploso l’8 Maggio 1902 radendo al suolo i vecchi zuccherifici e facendo di fatto nasce il Rhum agricolo, prodotto direttamente dal succo vergine di canna. E’ anche il responsabile della ricchezza del terroir, importante per un Agricòle. Da ultimo, è una presenza ingombrante nella cultura dell’isola, è da sempre un Dio, un Dio irrequieto, potete immaginare tutte le leggende sorte nei secoli. Senza dimenticare che è sempre coperto di nuvole, sempre. Misterioso, affascinate, ingombrante, il timore reverenziale è d’obbligo. Mi faccio un succo d’ananas Fresssco e un bagno.

Prossima tappa, ebbene sì, ogni nome che sparo è un mito: J.M.   Crassous du Medeil è la location precisa, sono in una foresta di banani, e quando arrivo ed è senza dubbio la più bella foto da fare ad una distilleria del mondo. Bacio il terreno alla Gelindo Bordin e mi sembra di ricordare anche una lacrimuccia. QUi ti rendi conto che sei in Terra Santa.

Scendo, tutto chiuso..incontro due personaggi che non mi filano di pezza, e mi faccio le mie personali elucubrazioni su come fermentano, distillano e tutto il resto. D’altro canto ci sono pannelli chiarissimi ed è tutto ben spiegato. Anche nella giungla d’oltremare i francesi sanno come valorizzare le loro eccellenze. Lunga fermentazione comunque, due colonne singole piccole, due bijoux anche se decisamente d’annata. Le botti? Mi basta vedere all’aperto quelle vuote per sognare. J.M. è l’eccellenza del Rhum Agricòle della Martinica.  Sono talmente emozionato che non so se è un male che qui sia tutto chiuso e che non incontro nessuno, ho modo di sentire col cuore più che con le orecchie.

Che dire, fa buio, vado verso Saint-Pierre, il villaggio scomparso quell’8 Maggio, a caccia delle antiche rovine e delle moderne distillerie. Il Mont Pelee si fa scuro, le sue nubi grigio scure, mette i brividi. Controllo la mappa, domani mi aspettano Depaz, Bally, e Neisson! Giornataccia! Ah, a proposito: trovo un alberghetto (fetente) lungo la strada principale di fianco ad un bell’edificio bianco coloniale: per caso sbircio il campanello: Habitatiòn Neisson! Un segno, che dite?

Settembre
25th

Destra o Sinistra?

Non parliamo mica di politica, ma di dove girare al bivio. Così Erika ed io ci dirigiamo verso il lago. Sosta d’obbligo alla gastronomia Argentina di Gastòn ( a Mariano Comense, in Corso Brianza 26, andateci), empanadas de carne y de pollo e 4 chiacchere. Il giro prosegue fino al centro di Como.
Ci fermiamo in un bar pieno di gente, prezzi modici e belle facce sia al bancone che tutt’intorno. Un Braulio ghiacciato e passeggiata intorno alla piazza (chissà come mai 2 locali apparentemente simili, sulla stessa piazza, con prezzi che teoricamente non si discostano molto..mah: uno stracolmo, l’altro stravuoto). Ad un certo punto vedo “Bar Argentino”, mi ricorda il Bar Basso di Miano, entriamo.Al bancone un barman sulla 40ina, cortese. Il proprietario un omone di Parma naturalizzato a Como, camicia nera e laccio di cuoio al collo con stivale alla texana. Chiedo che Rum hanno. “Pampero, Havana, <Botràn> (ma…non è francese..!), Santa Teresa e, se vuoi il migliore, Zacapa”. Mmmmmh..
Poi intravedo nascosto nascosto un Cubaney 8 anni.Mai bevuto, lo provo. 

Panettone. Aroma dolce e agrumato. Si apre lentamente saltano fuori chiaramente note calde, arancia candita, pan di spagna caldo. In bocca morbido e pieno. Piuttosto lungo.
Il barman ci chiede: “allora, dove andate a ballare?”.Noi: ” mah, non andiamo a ballare! Se c’è musica jazz andiamo a sentirla” (all’1 e mezza a Como..ero ovviamente ironica). Lui: “bene, se la macchiana è parcheggiata bene lasciatela pure quì. Il locale è lì a destra e chiude quasi all’alba”. 
Non me lo faccio dire 2 volte, c’incamminiamo. Il locale si chiama Charleston. L’ingresso è su un piccolo bancone, tavolini, luci fioca data da dei portacandele di vetro o di ferro battuto. Perfetto. Nella sala di fianco musica dal vivo pareti in legno, vetrinette con calici e suppellettili, strumenti appesi qua e là, trombe, sax, chitarre, divanetti circolari di pelle, un continuo di secchielli con Champagne e calici di vino. Ci provo, vado al bancone in cerca di un buon Rum. Clemènt, Santa Teresa, i soliti,  ..ed in mezzo ai gin..

Trinidad Moon Import 11 anni del 2002. Bottiglia 550 su 650, 46°.
E’ mio.
Me lo servono in un tumbler, chiedo cortesemente un calice; ordino un po’d'acqua. In sottofondo vecchie canzoni anni ‘70, sulle ali del divertimento azzardano anche “Maracaibo” e la gente comincia a ballare in mezzo ai tavoli. Ci guardiamo intorno divertite, mi sembra di essere chissà dove chissà quando. Vengo però rapita dal mio Rum.
Colore piuttosto caldo, è la prima volta che ne vedo uno così scuro proveniente dal U.K. .
Leggermente Torbato all’inizio, poi davvero accentuato. L’alcol si sente ma come tutti i Rum invecchiati in Scozia (è una mia impressione), diventa freddo, talmente freddo da non disturbare. In bocca stessa sensazione. Freddo, legno giovane, torba. Lo aspetto e gli aromi diventano noce, liquirizia, quasi burroso, l’alcol accompagna in pieno gli aromi che mi ricordano banane acerbe e caramelle dure. Uno dei rum migliori che abbia mai bevuto!
Il contorno poi è fantastico! Barry White e gente che si diverte,
Let the music play! I just want to dance the night away,
Here, right here, right here, where I’m gonna stay all night long.

Agosto
6th

Viaggio al whisky paradise

Se siete già in spiaggia e pensate di essere in un vero paradiso,
BEH
beccatevi anche questo!
Il 19 giugno Daniele ed io abbiamo avuto la fortuna di essere ospitati al Whisky Paradise,
dal gentilissimo Giuseppe Begnoni che ci ha guidati tra le sue meravigliose bottiglie!
Completamente rapiti da più di 40.000 esemplari
vi proponiamo un tour fotografico tra vere rarità, selezioni introvabili e pezzi unici!
Il signor Begnoni ci racconta la sua storia: dapprima bancario, poi commerciante di articoli in vetro di pregio, a metà degli anni 90 acquista 6.000 bottiglie provenienti dallo stock di una società.
Due anni dopo entra in possesso della rinomata collezione di Giaccone, proprietario ai tempi di una whiskyteca sul lago di Garda, già meta di appassionati e “turisti del distillato”. Quasi 40.000 bottiglie in un solo colpo! La collezione comprende 5.200 pezzi da collezione e altre 33.000 bottiglie a cartoni, molte delle quali contenenti whisky distillato prima della guerra. Gli anni, l’esperienza e la passione, hanno arricchito man mano la sua Raccolta facendo divenire un semplice magazzino in un vero e proprio Paradiso!
Tra i vari rhum che abbiamo avuto il piacere di assaggiare il mitico Barbancourt “riserva Veronelli”, mi veniva da ridere al solo pensiero!
Silver Seal Enmore 21 anni della Long Pond distillery, elegantissimo Silver Seal St. Lucia Dennry (lo stesso alambicco di Charmain Reserve) e il più emozionante della mia vita, Silver Seal 28 anni, più precisamente la 186 di 470.
le altre foto
http://www.facebook.com/photo.php?pid=30433160&l=40007370a0&id=1510929848
Buone vacanze a tutti da Rum Club Italiano!

RumClub italiano consiglia di bere rum responsabilmente

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